Il 15 gennaio 2025 sono state collocate 6 pietre d'inciampo nel centro storico di Imola. Un piccolo blocco quadrato di pietra (10×10 cm), ricoperto di ottone lucente, posto davanti la porta della casa nella quale ebbe ultima residenza un deportato nei campi di sterminio nazisti: ne ricorda il nome, l’anno di nascita, il giorno e il luogo di deportazione, la data della morte. Per spiegare la propria idea, Gunter Demnig ha fatto proprio un passo del Talmud: “Una persona viene dimenticata soltanto quando viene dimenticato il suo nome”. Morini Antonio, Noferini Sante, Ravanelli Secondo, Ricchi Cleo, Tampieri Walter, Zomparelli Giorgio sono i sei deportati politici che non faranno ritorno dal KL di Mauthausen e dai suoi sottocampi. Durante la posa si è svolta una performance degli studenti della 5H del Liceo Linguistico "Alessandro da Imola", guidati dalla prof.ssa Beatrice Carletti, nell'ambito del progetto "Quando un posto diventa un luogo", ideato dall'artista e docente Annalisa Cattani. L'iniziativa è stata realizzata dalla sezione imolese dell'Aned per volontà della presidente Roberta Dall'Osso e dal Comune di Imola grazie all'Assessore alla Cultura Giacomo Gambi.