"Nel Comune di Venezia sono quasi duecento le pietre d'inciampo con i nomi di deportati" ono la tomba che non hanno avuto, sulla soglia delle loro case. Più di settantamila in quasi tutta Europa le pietre d'inciampo, da quando l'artista tedesco Gunter Demnig, nel 1992, ha avviato il progetto: fanno inciampare gli occhi, curvare sui nomi dei deportati. Ottant'anni dopo la Memoria dello sterminio nazifascista degli Ebrei e di quanti, altre minoranze, oppositori ne condivisero la sorte, inciampa in una cronaca atroce, mentre la tregua annunciata stenta a farsi largo. Due popoli straziati dal nazionalismo e dallo zelo religioso di minoranze invasate. Confondere tutti gli Israeliani - e con loro le comunità ebraiche nel mondo - con il governo Netanyahu, tutti i Palestinesi con Hamas sarebbe una sciagura senza uscita. Smascherare la propaganda d'odio è il senso di fare Memoria, il suo compito immane, oggi. TG3 Veneto, 17 gennaio 2024 Luca Colombio, montaggio Serena Ginevra Zamboni