"E penso a te" è una delle canzoni più struggenti e intense della discografia di Lucio Battisti, uscita per la prima volta nel 1970 nell’interpretazione di Bruno Lauzi e poi ripresa dallo stesso Battisti nel 1972 nell’album "Umanamente uomo: il sogno". Il brano rappresenta uno dei vertici del sodalizio artistico tra Lucio Battisti e il paroliere Mogol. Il testo di Mogol è un capolavoro di semplicità e profondità. Racconta i pensieri di un uomo che, pur immerso nella quotidianità (il lavoro, gli amici, la sera), continua a pensare a una donna amata e lontana. Non c'è nessuna dichiarazione eclatante, solo frasi brevi, ripetitive, quasi sospirate: "Io lavoro e penso a te... Torno a casa e penso a te..." L’intero testo ruota attorno all’ossessione del ricordo, all’assenza che diventa presenza fissa nella mente. La ripetizione del titolo alla fine di ogni strofa è un mantra che esprime un amore non dimenticato, forse mai vissuto pienamente, forse perso per sempre. "E penso a te" è un brano che va ascoltato in silenzio, lasciandosi attraversare dalla sua dolce tristezza. Non cerca di consolare, né di spiegare: si limita a raccontare con pudore e delicatezza il dolore del pensiero che non smette mai di tornare a chi abbiamo amato.