Questo brano del concerto, tra testo e melodia anni 70, alchimia delle voci e professionalità del gruppo mi ha stregato fin dalla prima volta che lo vidi. E non è stato 40 anni fa, ma solo 2. Me lo sono perso per tutti questi anni. Vedere come si muove Antonella, la mimica del viso, con gli occhi che a tratti emettono lampi di luce e la sua voce spaziale mi fa restare a bocca aperta dall'ammirazione. Anche il compassato pubblico svizzero non può fare a meno di applaudire a metà canzone. Con il senno di poi sarebbe stato meglio inserire anche nel disco la coda strumentale della versione live, anziché chiudere sfumando l'ultimo acuto di Antonella.