New York, 12 mar. (askanews) - "Cambiare il volto della bellezza", per convincere le aziende a includere nelle loro pubblicità le persone disabili. Per l'americana Katie Driscoll tutto è cominciato con una foto alla sua bambina Grace, affetta da sindrome di Down. "Non volevo che la gente si dispiacesse per lei o per noi, perché io ne ero fiera" ha spiegato la donna. Così ha cominciato a scattare foto della figlioletta e a condividerle sui social network, trasformando a poco a poco la sua attività in una campagna. Solo il 44% degli adulti con una disabilità intellettiva fa parte della forza lavoro, contro l'83% di quelli che non ne hanno. "La percezione è che non possano farcela - ha detto Driscoll - ed è deciso prima ancora che aprano la bocca. Ma ogni volta che una persona entra davvero a a contatto con un disabile, abbatte quelle barriere e quella percezione. Date a queste persone la possibilità di aprire la bocca per provare che sono capaci".