In Garfagnana e all’Abetone gli alimenti che letteralmente sfamarono intere generazioni furono le castagne e le patate. Le prime una volta raccolte venivano portate ad essiccare nei metati, piccole casine in pietra di solito nei boschi di castagno. È un metodo molto antico e assolutamente naturale. I metati sono a 2 piani, al primo il solaio è fatto di tronchi di castagno su cui ci vengono stese le castagne e al piano terra si accende il fuoco o una stufa a legna che sarà in funzione sino all’8 di dicembre, quando di solito le castagne sono pronte. Quando sono seccate si puliscono affinché la pelle che le avvolge si stacchi e poi una volta pulite vengono macinate in un piccolo mulino che si usa anche per il grano. Si ottiene una farina di castagne molto profumata, di un gusto dolce suadente. Io la amo particolarmente ed ho la fortuna di avere una casina a Pian degli Ontani, dove una famiglia mantiene viva questa tradizione e io tutti gli anni dopo l’8 dicembre mi approvvigiono per tutto l’anno. Le patate sono quelle di montagna, ci si ottengono delle preparazioni uniche: non esistono patate che si assomiglino neppur lontanamente, hanno la pasta bianca che si differenzia per gusto e tenacia. Per 4 persone; 1 kg di patate, 250 gr di farina di castagne, 2 uova, sale e pepe. Funghi porcini freschi, oppure secchi, aglio, timo, 5 cucchiai di olio evo. A piacimento 1 lattina di polpa di pomodoro. 4 cucchiai di parmigiano. Procedimento: Bollire con la buccia le patate, pelare e schiacciare in una bacinella. Aggiungere le uova e la farina di castagne, impastare il tutto con le mani. Su una spianatoia, mettete un po’ di farina bianca mista a quella di castagne e confezionare gli gnocchi. In una padella mettere l’aglio schiacciato, il timo, lasciar imbiondire e aggiungete i funghi tagliati a fette, fare cuocere per 3 minuti. Cuocere gli gnocchi, impiattare condire con i funghi, aggiungere il parmigiano e servire subito.