MEsi senza una goccia d’acqua, poi piogge torrenziali, poche ore bastano per mandare in tilt un territorio e fare gravi danni, poi di nuovo il sereno e la siccità, fino al nuovo evento meteo, con le dita incrociate per scongiurare altri danni. La crisi climatica è già qui, e mentre gli occhi del mondo sono puntati alla conferenza internazionale sul clima COP26, al via domenica a Glasgow in Scozia, nei territori la battaglia per mettersi al riparo da eventi destinati a diventare sempre più estremi, si combatte con la cura del territorio o magari mettendo una pezza a interventi sbagliati fatti in passato. Lo dimostra, per esempio, il progetto di Casteggio che ha ricevuto oltre 2 milioni d di euro dallo stato per riaprire un torrente, il Riazzolo, che era stato costretto in un condotto troppo piccolo sotto alle case e che due anni fa provocò danni pesanti. Altri fondi, quasi un milione, sempre da Roma, serviranno al piccolo comune di Torricella Verzate pedecollinare, la fascia più colpita dell’Oltrepò, per ripristinare fossi e canali. Perché la sicurezza passa anche da un manutenzione costante, “merce” purtroppo sempre più rara. A Stradella, dopo 11 anni, grazie alla pulizia dei fossi e laterali e alla sistemazione del manto stradale, sarà presto riaperta via Rividizzolo, che collega con la frazione di Torre Sacchetti, mentre presto verranno appaltati lavori per 250mila euro per mettere in sicurezza due sponde del torrente versa che, in caso di alluvione, mettono a rischio la provinciale 201 verso Santa Maria della Versa e il campo sportivo di San Zeno.