Con l'esecuzione di 47 "terroristi" l'Arabia Saudita rilancia la sfida all'Iran, proprio mentre si comincia ad intravedere una via di soluzione - almeno sul piano militare - all'offensiva del Daesh, l'Arabia Saudita torna a rilanciare la sfida a quello che considera il suo rivale più pericoloso, quello contro il quale conduce una guerra ultradecennale - per interposta persona - l'Iran sciita...Una guerra colorata dalla religione ma che nasconde importanti e fondamentali questioni di potere. L'Arabia Saudita prima attraverso Saddam Hussein, poi attraverso l'infedele americano. ha posto sotto controllo l'Iran, e riteneva, dopo la conquista americana dell'Iraq, di aver posto termine ad ogni problema, poichè la massiccia presenza dell'esercito USA avrebbe dovuto impedire all'Iran di estendere la sua ombra sui paesi del Golfo, un nuovo punto lo aveva segnato dopo le Primavere Arabe che avevano si portato al rovesciamento di alcuni regimi arabi, ma anche aperto possibilità insperate in Egitto quando, dopo che i Fratelli Musulmani, avversari ideologici dell'Arabia Saudita avevano consumato la loro breve avventura istituzionale, dimostrando tutta la loro inettitudine, è andato al potere il generale Morsi, che Riad si era affrettata a riconoscere cercando, addirittura di trasformare in proprio clientes con masxi finanziamenti economici sostitutivi di quelli americani, per l'ira dell'Infedele governo di Washinghton. Per tacere della Siria, negli ultimi anni sempre più spostatasi nell'orbita dell'Iran, dove l'Arabia Saudita ha di fatto finanziato la parte islamista della guerriglia, forse anche - inizialmente - Daesh, con un flusso ininterrotto di armi e finanziamenti che hanno reso i gruppi islamisti egemoni rispetto all'esercito libero. Andava tutto benissimo fino all'accordo sulle armi nucleari, che ha rimesso in gioco l'Iran e che, se rispettato dagli Iraniani, porterà nelle loro casse enormi quantità di denaro e la possibilità di rimodernizzare completamente il loro paese. Un grande Gioco - come lo definisce Emanuele Parsi su ItalianiEuropei - che deve cessare se vogliamo porre fine alla crisi nel levante. L'esecuzione dello sceicco Nimr Al Nimr, leader degli sciiti della provincia orientale, condannata dall'Iran in modo risoluto e fermo è un passo, diretto e violento nella direzione opposta. Porre fine al "grande gioco" per risolvere la crisi del levante: di Emanuele Parsi: http://www.italianieuropei.it/en/ital... Da notare che continua la campagna per salvare la vita al giovane Ali al-Nimr, il ventunenne saudita condannato a morte per aver partecipato a una manifestazione di protesta contro le autorità, ispirata alla Primavera araba per il quale si è personalmente speso anche il presidente Hollande: http://www.repubblica.it/solidarieta/...